Norwegian Wood (Tokyo blues) by G. Amitrano Haruki Murakami

By G. Amitrano Haruki Murakami

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Derrida's Legacies: Literature and Philosophy

This quantity brings jointly one of the most recognized and hugely revered commentators at the paintings of Jacques Derrida from Britain and the USA in a sequence of essays written to commemorate the existence and are available to phrases with the demise of 1 of an important highbrow presences of our time. Derrida’s suggestion reached into approximately each nook of latest highbrow tradition and the adaptation he has made is incalculable.

La letteratura come menzogna

Quando apparve los angeles letteratura come menzo­
gna (1967), l. a. scena letteraria italiana si
presentava piuttosto agitata. Lo spazio period
diviso fra i difensori di un establishmentche
vantava come glorie opere spesso medio­
cri e i propugnatori della «neo-avanguar-
dia», i quali non si erano accorti che l. a. pa­
rola «avanguardia» period stata appena colpi­
ta da una benefica senescenza. in line with ragio­
ni di topografia e strategia letteraria, Man­
ganelli fu assegnato (e si assegnò egli stes­
so) a quest’ultimo campo. Nondimeno, sin
dai suoi primi scritti, si capì che los angeles lettera­
tura di Manganelli non apparteneva a quel­
la battaglia dei pupi, ma rivendicava u n ’a­
scendenza più rem ota e insolente: quella
della letteratura assoluta. Che cosa si dovrà
intendere con questa espressione? Tante
cose different quanti sono gli autori che, e-
splicitamente o no, l. a. praticano. Ma un
presupposto è in line with tutti comune: si è dato,
a un certo punto della nostra storia, un sin­
golare fenomeno in line with cui tutto ciò che period
rigorosa ricerca e acquisizione di un vero -teologico, metafisico, scientifico - apparve
innanzitutto interessante in quanto mate­
riale, in line with nutrire un falso,una finzione per­
fetta e onniawolgente quale è, nella sua
ultima essenza, los angeles letteratura. A questo dio
oscuro e severo andava offerto tutto ciò
che sino allora aveva presunto di essere
giustificato in se stesso. Di questa ambizio­
sa eresia si può supporre fossero cultori, in
secoli lontani, Callimaco o Góngora o for-
s’anche Ovidio. Ma rimane il fatto che nes­
suno osò formularla sino a tempi recenti,
quando i romantici tedeschi cominciaro­
no a disarticolare con mano delicata ogni
presupposto dell’estetica. Come il surrea­
lismo non può dirsi assente anche da lette­
rature lontane, e tuttavia occorreva che un
giorno André Breton scrivesse il Manifesto
del surrealismoperché l. a. parola si divulgas­
se; così è accaduto che l’essenza menzo­
gnera della letteratura sia serpeggiata in keeping with
anni in tante opere, sinché Manganelli de­
cise, con gesto brusco e quasi burocratico,
di presentarla allo stato civile. E dunque
molto grave l. a. responsabilità che si prese,
dando quel titolo a una raccolta di saggi
dove si parla di Carroll e di Stevenson, di
Firbank e di Nabokov, di Dickens e di Pea-
cock, di Dumas e di Rolfe. Ma period un gesto
doveroso: lo avvertiamo tanto più oggi, nel
constatare che certe argomentazioni non
hanno più bisogno di essere confutate. Già
le aveva infilzate il cavalier Manganelli con
la sua lancia. E accaduto perciò a questo
libro, in breve pace, qualcosa di simile a
quello che avviene a tanti bei libri in tempi
più lunghi. Nascere come scandalo e sor­
presa, e vivere poi tranquillamente con l. a.
forza silenziosa dell’evidenza.

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Quel ragazzo non era umano. “Pensa che strano: è la prima volta in vita mia che mi viene la febbre,” disse Sturmtruppen, quasi a insinuare che si fosse trattato di una mia invenzione. ” replicai arrabbiato. Quindi gli feci vedere i due biglietti inutilizzati del concerto. “Beh, meno male che erano solo biglietti d‟invito,” disse lui. Pensai di afferrare la sua radio e lanciarla fuori dalla finestra, ma mi era già venuto il mal di testa così mi infilai di nuovo sotto le coperte e mi addormentai.

Sturmtruppen, che non toccava una goccia di alcol, non ne sopportava l‟odore, e quando io stavo steso sul letto a bere whisky liscio, protestava dicendo: “Con questa puzza non riesco a studiare. ” “Vacci tu fuori,” rispondevo io. “Ma n... non si può bere alcol nel collegio. È p... proibito,” insisteva. “Se non ti sta bene vattene,” ripetevo. A quel punto lui non diceva più niente. Ma a me era passata la voglia di stare lì, così salivo sul terrazzo dove potevo bere in pace. 52 A giugno provai di nuovo a scrivere a Naoko, e anche questa volta spedii la lettera dai suoi a Kōbe.

Comunque, che fosse sveglia o dormisse, dalla sua bocca non usciva alcun suono, ed era rigida come se fosse diventata di pietra. Provai diverse volte a parlarle, ma non ci fu nessuna risposta e anche il suo corpo rimase assolutamente immobile. Restai a lungo a guardare la sua schiena nuda ma a un certo punto mi arresi e decisi di alzarmi. Sul pavimento le copertine dei dischi, i bicchieri, le bottiglie di vino e il portacenere erano nel disordine della notte prima. Sul tavolo rimaneva metà della disastrata torta di compleanno.

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